educare all’arte

o educare per mano dell’arte?

Un’opera d’arte si può ammirare e ci si può anche aspettare che un qualche esperto ce ne spieghi il significato.

E’ il carattere conoscitivo dell’arte, aspetto che trova un fondamento in buona parte dell’estetica dell’arte.

ma un’opera d’arte si può andarla a cercare dal vivo o in una rappresentazione cartacea o multimediale come attivatrice di un’esperienza, perché ci dischiuda nuove riflessioni, perché ci stimoli con quelle idee che l’artista ha meditato mentre faceva l’opera.

Un laboratorio è costituito in primis dal pensare, dal fare e ricercare,sbagliare, ripensare, e anche dal parlare, esternare riflessioni, metterle in circolo.

E’ cosi che- per esempio- mentre vedo un campo di girasoli di Van Gogh, e ho 4 anni, posso esordire con la frase “l’arte è una cosa gialla”.

La frase attiva nell’educatore/mediatore/genitore/guida che è adulto (e da un pezzo ha dismesso le parole della poesia nel suo parlare di tutti i giorni) una reazione di stupore.

Una veduta che ne dischiude un’altra, una reazione a catena che sottende la produzione di idee, cultura, nutre la mente e permette la crescita sia del bambino,che dell’adulto, del discente e dell’educatore.

I ruoli si scambiano vicendevolmente.

Alla fine del percorso, che io abbia disegnato corvi oppure graffiato via la tempera nera per far emergere il giallo del grano, è il senso della forza della natura che mi resta, sia aria o luce del sole.

Dopo, io guardo il grano che è anche luce e natura, il corvo che può essere paura, forza, vento, il campo è un mare (ha le stesse movenze): insomma, ho attivato il potenziale simbolico dell’arte, non mi sono inerpicato per l’opzione ammiro a occhi spalancati /oppure/ ricopio l’opera di Van Gogh.

Quello con l’opera è uno scambio, un dialogo.

Ho recentemente sentito dire che in una qualche civiltà orientale delle donne si sono sposate con gli alberi.

Ecco, io, se potessi, direi che almeno con un’opera d’arte ci dobbiamo sposare, la dobbiamo guardare, la sera, ammirati e trovarci sempre qualcosa (una domanda, un’idea, una sfumatura di colore) di diverso.

il nostro  vero probema
è liberarci della certezza
delle nostre credenze
cit.

Campo di grano con volo di corvi (1890), Vincent Van Gogh

Pubblicato da LUANA COLOCCI ittico artlab

educatore museale, storico dell'arte, mediatore artistico, insomma...arte+storia dell'arte+poetiche+artisti+materiali+bambini+idee=me

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